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I racconti di Algama su Gq Italia

Gli autori di Algama sbarcano su Gqitalia coi loro racconti noir.

Foto Alberto Aliverti

Foto Alberto Aliverti

Il sito del celebre maschile della Condè Nast, per presentare Malaguena, l’ultimo libro di Andrea Carlo Cappi per Algama, pubblica un suo lungo racconto tutto da gustare. A breve un nuovo ebook del maestro del genere sarà in vendita su tutti gli store.

Se il genere vi affascina, non perdetevi l’introduzione a Malaguena, che trovate qui.

Se invece preferite una sintesi video, ecco qui il booktrailer del libro.

malaguena-su-gq

L’esordio del racconto di Andrea Carlo Cappi per la sezione Underground (mai scelta fu più azzeccata) di Gq:

 

  1. Miguel

«Sei morto», mi dice la signora, tranquilla, dal sedile posteriore.

Giovanni non apre bocca e guida. Fa bene. È al volante di una Checker del ‛69 e se finissimo fuori strada alla velocità cui stiamo andando, non lo salverebbe nemmeno un airbag. D’altra parte, nel ‛69, gli airbag non erano ancora stati inventati.

Potrei fare una cosa originale. Potrei sparargli. Se fosse vero che sono già morto, potrebbe essere un’idea originale per andare all’inferno in compagnia.

La signora ora sta zitta e mi guarda come se fossi già sulla lastra dell’obitorio.

Io vivo… No, vivevo vicino all’obitorio, in piazzale Gorini, all’ultimo piano di una grande casa ristrutturata. La casa della famiglia Nobilis.

«Vedi», mi diceva spesso la signora, indicando da una parte, «quello è l’Istituto dei Tumori. E quello», indicando dall’altra parte «È l’obitorio.» Lo diceva sempre come se le malattie e la morte fossero un problema che toccava solo gli altri.

Io so che prima o poi possono capitare a tutti.

Sono qui in Italia da sedici anni… No, diciassette. Ne avevo diciotto, quando sono arrivato da Buenos Aires. Mio padre era un desaparecido, mia madre era morta di tumore. L’unica cosa che aveva in comune con Evita Perón.

Punti di vista differenti: io so di non essere immune dalla morte, la signora è convinta di essere immortale.

Può anche darsi che sia vero.

A Milano viviamo vicino all’obitorio, ma nei weekend andiamo… andavamo (devo abituarmi a pensare al passato, perché quei tempi sono finiti) a Portofino, nella villa di Nobilis.

Francesco Nobilis: imprenditore, evasore, puttaniere e Dio sa che altro. A me in fondo è simpatico. E ha una  gran bella collezione di automobili. È da lì che proviene questa macchina, che trent’anni fa faceva bella mostra di sé per le strade di New York, dipinta di giallo e con la scritta Yellow Cab Co. sulle fiancate. Solo uno come Nobilis poteva comprarsi un vecchio taxi americano, restaurarlo e trasformarlo in una delle sue macchine di lusso.

Il signor Nobilis sarà un po stronzo, ma almeno ce l’ha scritto in faccia. Nel mio paese avrebbe avuto buone possibilità di diventare presidente. La signora, invece, è una cripto-stronza. Se fosse più colta, crederebbe di essere Lady Macbeth. Invece è ignorante come una capra, non azzecca un congiuntivo e la sua cultura non va oltre quello che si vede in tv in prima serata. Le piacciono, soprattutto, i tv movie in cui qualcuno muore di un male incurabile. Credo che esaltino la sua convinzione di essere immortale. Ha tempo per verificarlo: ha solo quarantaquattro anni. Lo so perché ho ritirato io il suo certificato elettorale, da cui risulta che il suo nome è Silva, con la i normale, anche se lei si firma con la y, Sylva. Con la y pare più esotico.

Io invece sono esotico. Mi chiamo Miguel Ananbarri e sono nato trentacinque anni fa in Argentina, da un padre mezzo basco e da una madre mezza india. Sono entrato in Italia clandestinamente dalla Svizzera e mi sono regolarizzato con la legge Martelli. Quando sono arrivato non sapevo una parola di italiano, ma mi sono arrangiato e adesso lo parlo meglio dei miei datori di lavoro. Ex datori: non credo che il signor Nobilis mi rivorrà in casa. Dubito che si renderà mai conto che gli ho salvato la vita. E quindi non credo che apprezzerà molto il fatto che abbia rubato dal garage la sua Checker del ‛69… e soprattutto che abbia preso come ostaggi sua moglie e un amico di famiglia.

Bell’amico, visto che va a letto con la moglie di Nobilis.

Ormai ero fregato. La mia parola contro la loro. La signora è la moglie di un imprenditore in vista, Giovanni è un poliziotto. In momenti come questo non frega niente a nessuno che io abbia fatto il maggiordomo per questa famiglia per undici anni. In momenti come questo regredisco allo status di extracomunitario brutto, sporco e cattivo.

Vai al racconto completo su Gqitalia.it

 

Autore: Algama
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