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	<title>bordelli parigini | Algama Editore</title>
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		<title>Madame Gestapo – il prologo del romanzo sui bordelli delle SS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Caniatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 11:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le esclusive]]></category>
		<category><![CDATA[bordelli parigini]]></category>
		<category><![CDATA[madame gestapo]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;anteprima di Madame Gestapo il romanzo a puntate di Enzo Caniatti pubblicato da Algama &#160; Parigi 14 giugno 1940 È l’alba, nel cielo <a href="https://www.algama.it/2016/05/11/madame-gestapo-il-prologo-del-romanzo-sui-bordelli-delle-ss/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">L&#8217;anteprima di Madame Gestapo il romanzo a puntate di Enzo Caniatti pubblicato da Algama</h2>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-247 size-medium" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/Heydrich-300x181.jpg" alt="Heydrich" width="300" height="181" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/Heydrich-300x181.jpg 300w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/Heydrich.jpg 666w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Parigi 14 giugno 1940</strong></em></p>
<p>È l’alba, nel cielo plumbeo corrono cumuli di nuvole gravide di pioggia. È l’inizio dell’estate, ma sembra una triste giornata d’autunno.</p>
<p>Una brezza fredda e leggera scuote le chiome degli alberi provocando un sommesso brusio simile a voci che si perdono nel vento.</p>
<p>È il solo rumore, oltre al ronfare del grosso bicilindrico BMW.</p>
<p>Gelide gocce di pioggia ticchettano sull’elmo d’acciaio, scivolano sulla nera superficie, si intrufolano dentro il giaccone di cuoio, inzuppano il colletto della camicia e scorrono lungo la spina dorsale.</p>
<p>Una sensazione sgradevole alla quale Ulrich Schneider da tempo non fa più caso, fin da quando nel 1938 è entrato a far parte delle SS.</p>
<p>Pensare che da ragazzo voleva fare il giornalista.</p>
<p>È nato a Monaco di Baviera, nel 1912, in una famiglia piccolo borghese.</p>
<p>Il padre, Gustav, vanta il doppio titolo di maestro di scuola e tenente della riserva. Durante la prima guerra mondiale ha combattuto nel secondo reggimento della riserva bavarese, guidato dal generale von Dittelberger ed è stato ferito, nella primavera del 1918, nel corso della quarta battaglia di Ypres.</p>
<p>Gustav Schneider è un uomo tutto d’un pezzo, al marasma seguito alla fine della guerra ha preferito l’ordine promesso da Adolf Hitler, l’uomo, come dice lui, che <em>ha ripulito la Germania dai politicanti traditori della Patria</em>.</p>
<p>Nel 1930 il giovane Ulrich era già iscritto alle formazioni giovanili dello <em>Stahlhelm-Bund der Frontsoldaten</em> (Lega soldati combattenti dell’Elmo d’acciaio), l’organizzazione paramilitare di cui faceva parte suo padre. Tuttavia all&#8217;epoca la politica non lo interessava più di tanto.</p>
<p>Era un ragazzo serio, studioso, un po’ chiuso, che andava alle parate perché comandato dal padre.</p>
<p>Ai comizi e alle scazzottate tra opposte fazioni preferiva il teatro, la poesia, la letteratura e la storia.</p>
<p>Dopo avere compiuto studi letterari di storia e filosofia a Lipsia, il giovane Ulrich sognava di diventare Herr Doktor: la carriera universitaria, la cattedra in qualche prestigioso istituto, ma il neonato Terzo Reich aveva bisogno più di militari che di professori.</p>
<p>Nel 1933 gli Elmi d’acciaio confluirono in massa nelle SA.</p>
<p>Tra i 3 milioni di camicie brune di Röhm che sognavano la rivoluzione proletaria nazionalsocialista promessa da Hitler prima del suo insediamento alla Cancelleria, Ulrich era soltanto uno dei tanti.</p>
<p>Nessuno andò a cercarlo quando i plotoni delle SS falciarono, su ordine di Hitler, i vertici delle SA accusati di alto tradimento.</p>
<p>Viveva una tranquilla vita da studente. Gli piaceva leggere, scrivere, qualche volta amoreggiare.</p>
<p>Era un giovanotto dall’aspetto tipicamente tedesco: biondo, occhi azzurri, un fisico prestante, la bocca amara, con uno sguardo perduto nel sogno e che s’offuscava bruscamente in una terribile durezza.</p>
<p>Oltre allo studio della storia, l’altra passione era lo sport.</p>
<p>Eccelleva nelle discipline ginniche, ciò gli permise di farsi ben volere dai gerarchi del regime:</p>
<p>«I giochi sportivi» dicevano «preparano a quelli di guerra».</p>
<p>Ai Giochi, quelli veri, assistette nel 1936.</p>
<p>Ricordava ancora l’emozione che aveva provato quando i marinai, in uniforme estiva della nuova marina da guerra del Reich, avevano issato la bandiera bianca coi sei anelli sopra la vasca su cui bruciava la fiamma olimpica.</p>
<p>Scrisse un pezzo “ispirato” sullo <em>Studentenpress</em>, un giornalino studentesco che dipendeva direttamente dal Ministero della Cultura.</p>
<p>Qualcuno nelle “segrete stanze” lo lesse e gli propose di entrare, dopo avere conseguito nel 1938 il dottorato in storia e filosofia, nel DNB (<em>Deutsches Nachrichten-Büro</em>) l’agenzia di stampa del Terzo Reich. Giornalista a 26 anni, non si occupava ancora di politica. Per il DNB si limitava a scrivere articoli che esaltavano le vittorie ottenute dai giovani del Terzo Reich in tutte le discipline sportive.</p>
<p>Un giorno nel suo ufficio si presentò un giovanotto poco più grande di lui.</p>
<p>Ricordava bene quel breve colloquio. Disse di chiamarsi Franz Six, professore di filosofia.</p>
<p>Alto, ben piantato, aveva una bocca a lama di coltello che gli conferiva una espressione energica.</p>
<p>Indossava un elegante completo grigio, ma se non fosse stato per i fini occhiali a montatura metallica che gli tagliavano il viso, lo si sarebbe detto un militare.</p>
<p>Six era a conoscenza della sua tesi su Joseph Fouché (1759-1820), controverso personaggio di uno dei periodi più sanguinari della storia francese: boia di Lione durante il Terrore, capo della polizia segreta, prima del Direttorio e poi di Napoleone.</p>
<p>Fouché rivoluzionò i metodi investigativi. Creò una rete di informatori capaci di scovare ovunque i nemici del despota di turno. Fu talmente abile che i diversi regimi che si succedettero in Francia lo confermarono in carica.</p>
<p>Six fu subito chiaro e diretto, non era un semplice professore, ma il responsabile dell’ufficio stampa del SD.</p>
<p>«L’SD (polizia segreta di sicurezza SS)» gli disse «ha bisogno di gente come te».</p>
<p>«Ma io non sono una SS» aveva obiettato.</p>
<p>«Niente paura, lo diventerai».</p>
<p>La settimana dopo entrò in una <em>Junkerschule</em>, scuola dei quadri delle SS.</p>
<p>Non era più il reporter che sognava una brillante carriera giornalistica, ma il giovane leone che già fiutava l’odore del sangue.</p>
<p>Non ebbe più alcun dubbio, la Germania era in marcia e nessuno poteva fermarla, lui voleva essere della partita.</p>
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