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	<title>racconto | Algama Editore</title>
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	<description>I migliori ebook italiani... e non solo!</description>
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	<title>racconto | Algama Editore</title>
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		<title>Le Zanzare di Zanzibar su GQ!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Algama]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 13:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sui nostri autori]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo narciso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per festeggiare il ritorno de Le Zanzare di Zanzibar, il grande noir di Giancarlo Narciso riedito da Algama, GQ pubblica in esclusiva un racconto dell'autore della saga di Rodolfo Capitani.</p>
The post <a href="https://www.algama.it/2016/08/29/le-zanzare-di-zanzibar-su-gq/">Le Zanzare di Zanzibar su GQ!</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Per festeggiare il ritorno de <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.algama.it/2016/07/09/il-ritorno-de-le-zanzare-di-zanzibar-un-classico-del-noir-in-salsa-esotica/" target="_blank">Le Zanzare di Zanzibar</a>,</span></span> il grande noir di Giancarlo Narciso riedito da Algama, GQ pubblica in esclusiva un racconto dell&#8217;autore della saga di Rodolfo Capitani.</em></h2>
<p><a href="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/narciso-gq.jpg" rel="attachment wp-att-709"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-709" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/narciso-gq.jpg" alt="narciso gq" width="901" height="618" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/narciso-gq.jpg 901w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/narciso-gq-300x206.jpg 300w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/narciso-gq-768x527.jpg 768w" sizes="(max-width: 901px) 100vw, 901px" /></a></p>
<h1>Dal sito del mensile GQ:</h1>
<h2>Feng shui, un racconto noir di Giancarlo Narciso</h2>
<h3><span style="color: #0000ff;">Autore della pluripremiata saga di Rodolfo Capitani, Giancarlo Narciso porta su GQ un suo straordinario racconto: Feng Shui</span></h3>
<p><em>Per la prima volta in ebook il primo romanzo della pluripremiata saga di Rodolfo Capitani:</em> <em><strong><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.algama.it/2016/07/09/il-ritorno-de-le-zanzare-di-zanzibar-un-classico-del-noir-in-salsa-esotica/">Le Zanzare di Zanzibar</a></span></strong>. Vincitrice dei premi Scerbanenco e Tedeschi, la saga, da cui fu tratto anche un film, sarà interamente ripubblicata in digitale da Algama. Di seguito, in esclusiva per GQ, un noir dell’autore della saga, Giancarlo Narciso</em></p>
<h1>Feng Shui</h1>
<p>“Bella casa,” sussurra l’ometto cinese, annuendo con fare incoraggiante.</p>
<p>“Si, eh?” dico. Sembra più un ululato di dolore che una risposta civile, ma non me ne curo.</p>
<p>Gironzola per l’appartamento, studiandone gli spazi vuoti, i muri verdi di muffa, il soffitto a volta, tanto alto che una giraffa potrebbe vagare tranquillamente per il soggiorno senza piegare il collo.</p>
<p>“Molto… particolare,” commenta alla fine.</p>
<p>Non dico nulla. Che ne sa il cinese? E cosa ci fa qui? Cosa ci faccio <em>io</em> qui, a pensarci bene, alle prese con una casa che pretende di essere mia? In una città orientale, per giunta?</p>
<p>C’è qualcosa di perverso in una città orientale.</p>
<p>Ci entri, abbacinato dallo sfavillio e dalla varietà delle merci che straboccano nei mercati, dal fracasso, dal girovagare degli abitanti che corrono come formiche. E non sai mai  quando e come ne esci. <em>Se</em> ne esci.</p>
<p>Vaghi per le strade e ti lasci stordire dai suoni e dalle spirali di fumo che stagnano nell’aria. Incensi, dicono. Sarà. Intanto i fumi ti avvolgono, ti si insinuano nei polmoni, intorpidendoti la mente e tu non lo sai, mai sei già condannato a non trovare più la strada per tornare.</p>
<p>Pericolosissime le città d’Oriente.</p>
<p>Piene di case, case da tutte le parti, grandi, piccine, torri di cristallo con le guardie armate alle porte vicino a baracche fatiscenti. Ville coloniali, bungalows e villette a schiera, edifici moderni e costruzioni tradizionali che sembrano ritagliate da una storia di Tin Tin. Un inferno. Sono le case che fanno le città, togliete le case e di una città cosa resta? Le strade?</p>
<p>Odio le case.</p>
<p>La gente finisce in trappola nelle case. La gente ci muore nelle case, è provato, muore più gente a casa propria che in qualsiasi altro posto, tranne forse che negli ospedali ma cos’è in fondo un ospedale se non una casa travestita? Le case ti succhiano, ti mangiano, lo sanno bene, in Oriente, è per quello che fanno tutte quelle magie sulle case.</p>
<p>Lo so, avrei dovuto dar retta a chi mi consigliava di continuare a fare lo zingaro. Dopo quella volta a Tokyo, avevo deciso che non mi sarei più lasciato tentare dall’idea di fermarmi in una città e avere una casa mia, dove conservare i miei libri su degli scaffali, ordinandoli per autore, invece che buttarli via dopo averli letti, come avevo fatto felicemente per tutta la vita.</p>
<p>La casa di Tokyo.</p>
<p>Come potrei dimenticarla?</p>
<p>Vuoi vivere a Tokyo, mi ero detto, vuoi integrarti nel microtessuto sociale della città? <em>Non puoi</em> continuare a stare in albergo, <em>devi</em> avere una casa per conto tuo, un posto tranquillo dove rifugiarti quando sei stanco, e organizzare feste e invitare gli amici quando invece hai voglia di mondanità.</p>
<p>E così, mi ero trovato una bella casetta di legno e cartone pressato, con le pareti scorrevoli, il tatami per terra e perfino un  giardinetto con i pesci rossi nello stagno.</p>
<p>E un fantasma.</p>
<p>Nemmeno troppo amichevole, poi, visto che era quello dell’inquilino precedente, un ufficiale dell’esercito da poco in pensione che si era suicidato il mese prima che arrivassi io e che ce l’aveva ancora coi vivi. Non gli era ancora passata.</p>
<p>Non era una cosa strana, i giapponesi lo fanno spesso. Non di suicidarsi, cioè sì, anche, ma, quello che voglio dire è che, quando uno si apre la pancia e resta a guardarsi le budella ammucchiarsi sul tatami, poi va a finire che in quella casa non ci vuole più abitare nessuno, perché pensano che lo spettro del suicida resta lì, a tormentare chi passa da quelle parti. Oltretutto, porta una sfiga che ti raccomando.</p>
<p>Così va a finire che sono costretti ad affittare la casa agli stranieri, che quelli tanto sono barbari e ai fantasmi non ci credono.</p>
<p>E noi giù duri a non crederci, con il fantasma che si faceva i comodi suoi e andava avanti e indietro a tutte le ore, neanche avesse preso la casa per un albergo.</p>
<p>Un esperienza dura. I primi capelli bianchi mi sono venuti allora, e non avevo ancora compiuto trent’anni.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">(<a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="http://www.gqitalia.it/news/2016/08/16/feng-shui-un-racconto-noir-di-giancarlo-narciso/" target="_blank">CONTINUA SUL SITO DI GQ- GUARDA)</a></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DICONO DE <em>LE ZANZARE DI ZANZIBAR</em></h2>
<blockquote><p>«Un noir che è anche un libro di avventure e un drammatico reportage sulla fine di una generazione e dei miti che l’hanno accompagnata. Ci voleva uno come Narciso per scriverla, perché la sua biografia ha molto a che fare con quella dei suoi personaggi».</p></blockquote>
<p><strong>Sandrone Dazieri</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #0000ff;">L&#8217;ebook in tutti gli store a soli 4,99 euro!</span></h2>
<h2><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.bookrepublic.it/book/9788899801182-le-zanzare-di-zanzibar/" target="_blank">ECCOLO, IN EPUB, SU BOOKREPUBLIC- VAI AL LIBRO</a></span></span></h2>
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<h2></h2>
<h2>L’AUTORE</h2>
<p><strong>Giancarlo Narciso</strong> è tra i più noti scrittori italiani. Autore di diversi romanzi di spionaggio per Segretissimo basati sulla spia Banshee e pubblicati con lo pseudonimo di Jack Morisco, negli anni ’90 inventa il personaggio di Rodolfo Capitani, avventuriero e vagabondo, che segna i suoi libri di più grande successo, portandolo a vincere il Premio Tedeschi e il Premio Scerbanenco. Algama ripubblica l’intera serie nella collana <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.borderfiction.com/" target="_blank">Borderfiction</a></span></strong>. Dopo Le Zanzare di Zanzibar sarà la volta di Singapore Sling – da cui fu tratto il film RAI Belgrado Sling – e di Incontro a Daunanda.</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/08/29/le-zanzare-di-zanzibar-su-gq/">Le Zanzare di Zanzibar su GQ!</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La scelta del Caporale, con un racconto di Angelo Marenzana, su GQ!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Algama]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2016 17:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sul sito del mensile GQ finisce &#8220;La scelta del Caporale&#8221;, uno dei due noir scritti da Angelo Marenzana in ebook per Algama. Con <a href="https://www.algama.it/2016/08/24/la-scelta-del-caporale-con-un-racconto-di-angelo-marenzana-su-gq/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><em>Sul sito del mensile GQ finisce &#8220;La scelta del Caporale&#8221;, uno dei due noir scritti da Angelo Marenzana in ebook per Algama. Con un suo gustosissimo racconto&#8230;</em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/marenzana-gq.jpg" rel="attachment wp-att-699"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-699 size-large" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/marenzana-gq-1024x498.jpg" alt="marenzana gq" width="640" height="311" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/marenzana-gq-1024x498.jpg 1024w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/marenzana-gq-300x146.jpg 300w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/marenzana-gq-768x374.jpg 768w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/08/marenzana-gq.jpg 1247w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<header>
<h1></h1>
<h1>La melodia del fiume, un racconto noir di Angelo Marenzana</h1>
<h2>In esclusiva per GQ un’anticipazione del nuovo libro dello scrittore</h2>
</header>
<p style="text-align: justify;"><em>In ebook “La scelta del Caporale”, l’ultimo noir di Angelo Marenzana, già rivelazione di Rizzoli con L’uomo dei temporali. In esclusiva per GQ, un suo racconto.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Al calare della sera il Tanaro assumeva le sembianze di una lastra d’acqua smorta, inespressiva. Il fiume era reso statico e opaco dagli ultimi barlumi di una corteccia gelata, quella che nei mesi più rigidi e inclementi dell’inverno, aveva retto al passaggio di uomini, carretti e muli. Le ombre ingannevoli del tramonto lo rendevano quasi torbido. Ma con l’arrivo dei primi tepori era pronto a ritrovare la sua vitalità naturale, come un animale al risveglio dopo un lungo letargo. Una potenza compressa che delimitava il confine della città, cupa, capace di esplodere con le imminenti piogge primaverili per defluire nel suo percorso con un grande respiro liberatorio. Gli ultimi squarci di luce filtravano tra le fronde delle rive e cercavano di stuzzicare le acque riflettendosi sui ritagli di crosta ghiacciata.</p>
<p style="text-align: justify;">Melissa aveva scelto l’ora del crepuscolo per darsi appuntamento con il fiume.</p>
<p style="text-align: justify;">Si lasciò il ponte alle spalle in modo quasi furtivo. Preferiva sfuggire agli sguardi curiosi dei pochi passanti. Imboccò il declivio in direzione del Parco della Rimembranza. Si faceva largo con passo instabile tra gaggie, frassini e arbusti disseminati lungo la sponda. Scendeva e spingeva la bicicletta sulla terra scivolosa cercando di evitare le ultime chiazze di neve. A fatica riusciva a mantenerla in equilibrio. Appena individuato il posto più adatto a una sosta, l’appoggiò sul greto con i gesti impacciati dal paltò color tortora che le cadeva dritto fino a metà polpaccio. Si sfilò la borsa messa a tracolla per poi abbandonarla tra il pedale e la ruota posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="http://www.algama.it/2016/04/23/anteprime-il-prologo-de-la-scelta-del-caporale/" target="_blank">Il prologo de La scelta del Caporale &#8211; LEGGI</a></span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si levò il cappello, un blu oltremare con un nastro in tinta. Il suo preferito. Del colore dei suoi occhi, le dicevano le amiche. Lo tenne sollevato sul palmo della mano sinistra. Lo fissò con un sorriso dolce. Poi, con l’altra mano, prese ad accarezzarlo con altrettanta tenerezza. Le dita sfiorarono il tessuto per pochi istanti, fin quando la ragazza non si decise a piegarsi sulle ginocchia, a porgersi in avanti, cercando di non cadere nonostante la posizione instabile delle gambe. Lo depose a pelo dell’acqua che moriva contro la sponda. Quasi un rito. Come un’offerta votiva alla regalità del fiume.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo guardò ondeggiare, poi agitarsi come una piccola barca in balia dell’oceano. Lo vide allontanarsi di pochi metri. Si drizzò in piedi. Si sentiva accaldata per lo sforzo recente e così tolse anche la sciarpa e slacciò il cappotto.</p>
<p style="text-align: justify;">La brezza le concesse un momento di sollievo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="http://www.gqitalia.it/news/2016/08/22/la-melodia-del-fiume-un-racconto-noir-di-angelo-marenzana/" target="_blank">(CONTINUA SU GQITALIA.IT)</a></strong></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; color: #808000;"><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #808000; text-decoration: underline;" href="http://www.algama.it/2016/08/18/intervista-ad-angelo-marenzana-per-hotel-moresco/" target="_blank">L&#8217;intervista su Stop ad Angelo Marenzana &#8211; GUARDA</a></span></span></h2>
<h2><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.bookrepublic.it/book/9788899801014-la-scelta-del-caporale/" target="_blank">Eccolo &#8220;La scelta del Caporale&#8221; su Bookstore &#8211; Vai al sito!</a></span></h2>
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<h2></h2>
<h2><strong>L’autore</strong></h2>
<p><span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="http://www.frontedelblog.it/author/angelo-marenzana/" target="_blank">Angelo Marenzana</a></strong></span>, (Alessandria, 1954). Autore con una ricca produzione di racconti pubblicati su riviste e antologie tra cui <em>Il Giallo Mondadori</em>, <em>Mondadori Epix, Urania, Cronaca Vera, Stop, Crimen</em>, <em>I Quaderni del Falcone Maltese</em>, <em>Omissis</em> (Einaudi), e su antologie personali quali <em>Frontiere</em> (Edizioni Mobydick), <em>Bel suol d’amore</em> (Edizioni dell’Orso), <em>La Casa di Hilde </em>(Cordero Editore). Con Mobydick ha pubblicato <em>Tre fili di perle</em>, seguito da <em>Destinazione Avallon</em> (Robin Edizioni) e <em>Buchi neri nel cielo</em> (Perdisa Pop). Creatore del commissario Augusto Maria Bendicò ha dato alle stampe la trilogia <em>Legami di morte</em> (Dario Flaccovio Editore), <em>Ora segnata</em> (Iris 4 Edizioni) <em>L’uomo dei temporali</em> (Rizzoli Editore). Con Nero Press è uscito in versione ebook <em>Piedra Colorada</em>. Di prossima pubblicazione <em>Alle spalle del cielo</em> (Baldini &amp; Castoldi). Con Algama pubblica anche <strong><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.algama.it/2016/07/09/hotel-moresco-la-notte-piu-nera-nellultimo-romanzo-di-angelo-marenzana/" target="_blank">Hotel Moresco</a></span></strong>.</p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/08/24/la-scelta-del-caporale-con-un-racconto-di-angelo-marenzana-su-gq/">La scelta del Caporale, con un racconto di Angelo Marenzana, su GQ!</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Cronache di Algama su IlgiornaleOFF: l&#8217;eroina di Segretissimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Algama]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 09:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sui nostri autori]]></category>
		<category><![CDATA[andrea carlo cappi]]></category>
		<category><![CDATA[ilgiornaleoff]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue la rassegna degli autori di Algama su IlgiornaleOFF, magazine culturale de Il Giornale. Stavolta è il turno del grande Andrea Carlo Cappi, con un racconto brevissimo e fulminante. Buona lettura!</p>
The post <a href="https://www.algama.it/2016/06/03/cronache-di-algama-su-ilgiornaleoff-leroina-di-segretissimo/">Cronache di Algama su IlgiornaleOFF: l’eroina di Segretissimo</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Prosegue la rassegna degli autori di Algama su IlgiornaleOFF, magazine culturale de Il Giornale. Stavolta è il turno del grande Andrea Carlo Cappi, con un racconto brevissimo e fulminante. Buona lettura!</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-324" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/cappi-off.jpg" alt="cappi off" width="645" height="570" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/cappi-off.jpg 645w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/cappi-off-300x265.jpg 300w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DA ILGIORNALEOFF:</h2>
<p><em>“Ecce gratum” è un racconto fulminante per IlgiornaleOFF di Andrea Carlo Cappi, già romanziere di Diabolik e Martin Mystère e inventore dei personaggi Carlo Medina e Nightshade per Segretissimo. Per Algama Cappi pubblica <strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.algama.it/2016/05/03/dossier-contreras-le-spie-dopo-l119/" target="_blank">“Dossier Contreras”</a></span></strong> e <a href="http://www.algama.it/2016/04/14/malaguena-i-racconti-spagnoli-del-maestro-del-thriller-andrea-carlo-cappi/" target="_blank"><strong><span style="color: #ff0000;">“Malaguena”</span></strong>,</a> in cui gli eroi di Segretissimo sono ancora agli albori. ImperdibilI chicche per gli appassionati.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ECCE GRATUM</strong><br />
<strong>(Di Andrea Carlo Cappi)</strong></p>
<p>Sarai contenta, adesso.</p>
<p>Hai avuto quello che volevi. Hai dimostrato quello che volevi dimostrare. Possiamo pure dire che ti sei tolta qualche soddisfazione, come no. Volevi far vedere al mondo che sei più brava di me? Va bene, ci sei riuscita.</p>
<p>E non mi guardare con quella faccia. Non l’ho vinto io, il prestigioso premio letterario.</p>
<p>(<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2016/06/02/146697/" target="_blank">Continua su IlgiornaleOFF</a></span></strong>)</p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/06/03/cronache-di-algama-su-ilgiornaleoff-leroina-di-segretissimo/">Cronache di Algama su IlgiornaleOFF: l’eroina di Segretissimo</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Le Storie di Alex Rebatto &#8211; Una sera a Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alex Rebatto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 15:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[bukowski]]></category>
		<category><![CDATA[conan doyle]]></category>
		<category><![CDATA[hemingway]]></category>
		<category><![CDATA[jack lo squartatore]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
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		<category><![CDATA[pennac]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[rebatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ho intenzione di dirvi quale fosse l’anno però, forse, posso dirvi il posto. Immaginate un locale semibuio, nella periferia parigina, con dei <a href="https://www.algama.it/2016/04/25/le-storie-di-alex-rebatto-una-sera-a-parigi/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-145 aligncenter" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/jack.jpg" alt="jack" width="600" height="335" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/jack.jpg 600w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/jack-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Non ho intenzione di dirvi quale fosse l’anno però, forse, posso dirvi il posto.<br />
Immaginate un locale semibuio, nella periferia parigina, con dei tavolini in legno sopra i quali bruciano candele stanche. C’è del fumo, sigarette e sigari, un palco sul quale si esibisce una giunonica donna di colore accompagnata da un mingherlino effeminato al piano. Una ragazza di bell’aspetto che porta da bere. Qualcuno che tossisce e una coppietta che discute animatamente in angolo. Lei forse è una puttana, o forse no.<br />
Ad uno dei tavoli, seduti lì da più di un’ora, ci sono quattro uomini.<br />
Il primo è piuttosto alto, sovrappeso, ha i baffi ed una camicia bianca sbottonata fino al petto. E’ un americano di nome Ernest.<br />
Anche il secondo è un americano, ma di origine tedesca. Il terzo è un francese elegante, forbito. Parla lentamente soppesando ogni sillaba e, di tanto in tanto, si perde a fissare il vuoto perso in chissà quali riflessioni.<br />
C’è un ultimo tizio, un inglese piuttosto imponente. Ha raccontato per venti minuti buoni di uno spettacolo di magia al quale ha assistito tre giorni prima. E’ appassionato di quella roba, ma non solo.<br />
Insomma, era una serata qualunque, in un luogo qualunque e in un anno qualunque.<br />
Ma, inevitabilmente, mi trovai seduto al tavolo accanto al loro con una ragazza senza pretese e, altrettanto inevitabilmente, preferii seguire la loro discussione piuttosto che sorbirmi un mio monologo.</p>
<p>“Stronzate!” sbottò Ernest ordinando un altro daiquiri “Le cose cambiano solo se agisci, se muovi il culo e non te ne stai a frignare come una donnicciola in un angolo.”<br />
“Mi sembra un punto di vista surreale” intervenne il francese “Del resto non capisco perché si debba considerare miserabile un individuo solo perché piange.”<br />
“Da un certo punto di vista sono d’accordo con monsieur Pennac” disse l’inglese coi baffi “Benché sia evidente che certi atteggiamenti non rispecchino esattamente il naturale animo del…”<br />
“Finitela, Cristo!” ringhiò il tizio di origine tedesca che tutti chiamavano Hank “Volete sapere come gira il mondo? Gli uomini sono codardi, le donne sono puttane e i cani pisciano sempre nello stesso punto. Fine della storia. Volete una prova? Quando facevo il postino non rimorchiavo una donna neppure a pagamento. Io avevo paura di loro e loro avevano paura che non avessi abbastanza soldi per portarle fuori a cena. Quando cominciai a vendere qualche copie mi scivolarono nel letto come serpi. Non me ne frega un cazzo del vostro mondo perfetto, delle metafore sull’amore e roba del genere. L’amore è una formula matematica: cazzo più grana uguale figa. Ci siete?”<br />
“Un linguaggio discutibile” commentò l’inglese sbottonandosi il panciotto.<br />
“Ma efficace” fece Ernest accarezzandosi i baffi “A proposito, ricordate la storia dello squartatore di Londra?”<br />
“Perfettamente” annuì Sir Arthur.<br />
“Bene. Le prostitute vennero assassinate e alcuni organi vennero rimossi da una mano esperta. Le indagini si diressero ovviamente verso medici e macellai, ricordate?”<br />
Monsieur Pennac si morse il labbro.<br />
“La vita di quelle donne era interessante quanto la loro triste dipartita” mormorò.<br />
“Interessante?” ripeté Hank “Che c’è di così interessante nel succhiare un uccello dalla mattina alla sera?”<br />
“Se non ricordo male si parlò di pratiche legate al satanismo” disse Sir Arthur accendendosi la pipa.<br />
“Ricordi bene, vecchio mio” ammise Ernest “Ma io non credo che la cosa si limitasse a una spiegazione così banale. Ci fu una scritta sul muro, vicino al cadavere di una di quelle donne. Una scritta riguardante gli ebrei che venne prontamente cancellata dall’ispettore di polizia incaricato delle indagini.”<br />
“Tempi duri, quelli, per gli ebrei” fece Hank prima di tirare un lungo sorso dalla sua bottiglia di birra.<br />
“E non solo per loro” aggiunse monsieur Pennac “Qualcuno avanzò persino l’ipotesi che il responsabile potesse essere Oscar Wilde, e non bisogna essere dei geni per capire il perché.”<br />
“Anche Lewis Carroll” appuntò Sir Arthur sghignazzando.<br />
“Infatti” convenne Ernest “Ad ogni modo esaminiamo i fatti: la prima donna, Mary Nichols, venne uccisa nell’agosto del 1888. L’assassino le staccò quasi la testa e le squartò il ventre fino a farne fuoriuscire l’intestino.”<br />
“Immagine eloquente” commentò monsieur Pennac.<br />
“La seconda vittima fu Annie, poche settimane dopo” proseguì Ernest indifferente “Le tagliarono la gola e le asportarono l’utero. Sulla terza, Elizabeth, il killer non infierì, forse perché troppo in vista. Alla quarta, Catherine, sottrasse un rene e gli organi genitali.”<br />
“E qui arriviamo alla quinta e ultima” disse Hank.<br />
“Quella fu l’opera più straordinaria dell’assassino, se così possiamo definirla” mormorò Ernest fissando il soffitto in cerca dei ricordi “Mary Jane Kelly venne trovata nel novembre del 1888 distesa sul letto della sua modesta camera miseramente ammobiliata. L’uomo le aveva tagliato la gola e mutilato il volto. Le aveva aperto il petto e l’addome per poi rimuovere gran parte dei suoi organi interni. L’intestino era tra le mani della vittima ed il cuore…”<br />
Sir Arthur trattenne il fiato.<br />
“Il cuore fu trovato sul cuscino grondante sangue, come un innocente trofeo.”<br />
I quattro uomini restarono in silenzio per qualche secondo cercando il modo di rievocare la scena nelle loro pur fertili menti.<br />
“Un attimo” disse ad un tratto monsieur Pennac “Tu hai parlato di un uomo. E perché mai non avrebbe potuto essere una donna, la colpevole?”<br />
“Ma andiamo” fece Sir Arthur agitando la sua pipa “Una donna! Che sciocchezza.”<br />
“Non sto dicendo che debba essere necessariamente stata una donna” precisò il francese “Ma soltanto che non andrebbe escluso a priori.”<br />
“A dirla tutta mi sembra alquanto improbabile, ragazzo” fece Ernest abbozzando un sorriso sarcastico.<br />
“Improbabile quanto accusare di cinque omicidi il grande Oscar Wilde?” domandò monsieur Pennac puntandogli gli occhi contro.<br />
L’americano aprì la bocca e poi la richiuse, indeciso sul cosa dire.<br />
“Non prendiamoci in giro” subentrò Hank annuendo alla cameriera che gli aveva messo davanti la quarta bottiglia di birra “Abbiamo un quartiere malfamato di Londra e cinque puttane ammazzate e aperte come vitelli. Lasciamo stare Wilde, Carroll e tutto quel mucchio di stronzate che i giornali dell’epoca si sono inventati per vendere copie. Concentriamoci solo sui fatti: chi frequentava il quartiere dei poveri e delle puttane? Risposta: i poveri, le puttane e quelli che cercavano una scopata a buon mercato. Ora, penso siamo tutti d’accordo nel ritenere quelle asportazioni estremamente professionali, se mi passate il termine.”<br />
Gli altri tre annuirono.<br />
“Okay” proseguì soddisfatto Hank “Quindi, chi può essere stato in grado di fare un lavoro del genere?”<br />
“Un medico” disse Sir Arthur.<br />
“Un macellaio” sostenne monsieur Pennac.<br />
“Uno scrittore” rispose Ernest.<br />
Tre paia di occhi si puntarono verso quest’ultimo.<br />
“Che vuoi dire?” fece l’inglese perplesso.<br />
Ernest gonfiò il petto e prese una sigaretta dal pacchetto sul tavolo.<br />
“Che io so chi ha ucciso quelle cinque donne. E ho le prove per dimostrarlo.”</p>
<p>Proprio in quell’istante una cameriera mi porse una cartelletta di pelle nera con all’interno il conto. La aprii e feci un sospiro.<br />
“E’ molto caro?” domandò la mia ospite trattenendo il respiro.<br />
“Affatto” sorrisi facendo scivolare una banconota all’interno della cartelletta.<br />
Lei ammiccò sistemandosi il decolté.<br />
“Che ne dici di bere qualcosina da me?” propose sfiorandomi con un piede sotto il tavolino.<br />
Nicchiai.<br />
Alla mia destra avevo un antico mistero che stava per essere svelato e davanti a me una bellezza altrettanto piacevole da svelare.<br />
Svuotai il bicchiere di vino bianco ai piedi della bottiglia vuota e mi alzai.<br />
“Ti aiuto a metterti la giacca” dissi infine cercando nella tasca qualche moneta da lasciare di mancia.</p>
<p><em><strong>Alex Rebatto</strong></em></p>
<p><a href="http://www.algama.it/2016/04/14/2084-qualcosa-in-cui-credere-lultimo-noir-di-alex-rebatto/" target="_blank">2084 di Alex Rebatto per <em>Algama Editore</em></a></p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/04/25/le-storie-di-alex-rebatto-una-sera-a-parigi/">Le Storie di Alex Rebatto – Una sera a Parigi</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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