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	<title>Cronache di Algama | Algama Editore</title>
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	<description>I migliori ebook italiani... e non solo!</description>
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	<title>Cronache di Algama | Algama Editore</title>
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	<item>
		<title>Su Cronaca Vera la conclusione del racconto &#8220;L&#8217; ultimo autobus per Bergamo&#8221; di Rino Casazza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Algama]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2017 15:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[Sui nostri autori]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca vera]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[rino casazza]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Su Cronaca Vera questa settimana, e sul sito del settimanale, la seconda e ultima parte del racconto &#8220;L&#8217;ultimo autobus per Bergamo&#8221;  di <a href="https://www.algama.it/2017/09/23/su-cronaca-vera-la-conclusione-del-racconto-l-ultimo-autobus-per-bergamo-di-rino-casazza/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">Su Cronaca Vera questa settimana, e sul sito del settimanale, la seconda e ultima parte del racconto &#8220;L&#8217;ultimo autobus per Bergamo&#8221;  di Rino Casazza</span></h2>
<p><strong>L&#8217; ULTIMO AUTOBUS PER BERGAMO</strong> <strong>(seconda parte)</strong></p>
<p><strong>Per leggere la  prima parte su Cronaca Vera &#8211; <a href="http://www.cronacavera.it/2017/09/15/l-ultimo-autobus-per-bergamo-prima-parte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CLICCA QUI</a></strong></p>
<p>Sempre più terrorizzata, le propone di scendere insieme a Trezzo, offrendole ospitalità per la notte.</p>
<p>Flavia ribatte che è un’ idea scema, eppoi i suoi non vogliono che pernotti fuori.</p>
<p>Angela insiste, supplicandola di accompagnarla almeno fino a casa, da sola non se la sente proprio.</p>
<p>– Metti che questo qui scenda e mi segua!</p>
<p>– E allora? Vorrà dire che gli piaci… E poi non ho nemmeno l’ombrello, vuoi costringermi a fare il bagno?</p>
<p>-Te ne presterò uno per tornare, ed anche dei vestiti asciutti! Ti prego!</p>
<p>-Ma figuriamoci!</p>
<p>– Allora sai che faccio? Vengo con te fino a Dalmine!</p>
<p>-Non dire cazzate! – prova a ribattere Flavia, ma le ci vuol poco a capire che Angela fa sul serio, e per evitare che si faccia prendere da una crisi isterica le toccherà cedere.</p>
<p>Alla fermata di Trezzo scendono nella pioggia torrenziale proprio mentre un fulmine, con boato assordante, si scarica vicino al cavalcavia.</p>
<p>Prima d’incamminarsi, Angela attende col batticuore che il portello automatico si richiuda.</p>
<p>Dietro i vetri appannati scorge l’uomo dal cappellaccio, in piedi, che scruta nella loro direzione. Resta in quella posizione finché il pullman sparisce nel diluvio.</p>
<p><strong>Per leggere il seguito della seconda e ultima parte su Cronaca Vera &#8211;<a href="http://www.cronacavera.it/2017/09/21/l-ultimo-autobus-per-bergamo-seconda-parte/">CLICCA QUI</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>GUARDA LA SEZIONE: <a href="http://www.cronacavera.it/category/racconti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I BRIVIDI DI CRONACA VERA</a></h2>
<h2>L&#8217;AUTORE</h2>
<p><strong><a href="http://www.frontedelblog.it/author/rino-casazza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rino Casazza</a></strong> è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si é trasferito in Lombardia.  Attualmente risiede a Bergamo e lavora a Milano. È da sempre un appassionato (come lettore, prima che come autore) della letteratura “di genere” in tutte le sue sfaccettature: giallo-noir, horror, fantascienza. Oltre a numerosi romanzi brevi e racconti usciti su pubblicazioni, riviste e collane varie, ha pubblicato  sette romanzi, di cui l’ultimo, <i><a href="https://www.amazon.it/Nora-una-donna-daniele-cambiaso/dp/8899505144/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;qid=1499723601&amp;sr=8-3&amp;keywords=Rino+casazza"><strong>Nora, una donna, Eclissi Editrice</strong></a>, </i>in collaborazione con Daniele Cambiaso, lo scorso gennaio. Con Algama ha pubblicato – insieme a Daniele Cambiaso – <strong><em><a href="http://www.algama.it/2016/07/09/la-logica-del-burattinaio-il-thriller-sul-serial-killer-bambino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La logica del Burattinaio</a></em></strong>, tra i migliori successi dell’estate 2016 in ebook,  <em><strong><a href="http://www.algama.it/2016/09/28/gli-enigmi-di-don-patrizio-il-padre-brown-italiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli enigmi di Don Patrizio</a></strong></em>, sul prete investigatore ispirato a Padre Brown. E gli <strong><a href="http://www.algama.it/category/gli-apocrifi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">apocrifi</a> </strong> <em><strong><a href="http://www.algama.it/2016/11/21/sherlock-holmes-auguste-dupin-e-il-match-del-secolo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sherlock Holmes, Auguste Dupin e il match del secolo</a></strong></em> (illustrato, ispirato al primo vero mondiale di scacchi) e <strong><a href="http://www.algama.it/2016/12/17/sherlock-holmes-padre-brown-e-il-delitto-dellindemoniata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata</a> e <a href="http://www.algama.it/2017/07/09/padre-brown-philo-vance-e-langelo-della-morte/">Padre Brown, Paolo Vance e L&#8217;angelo della </a></strong><strong>morte e <a href="http://www.algama.it/2017/07/11/sherlock-holmes-padre-brown-e-lombra-di-dracula/">Sherlock Holmes, Padre Brown e l&#8217;ombra di Dracula.</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fine di Hitler: i misteri del Bunker e le ceneri nella fogna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Caniatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 11:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[Fine di Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[hitler]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fine di Hitler. Sono passati settant&#8217;anni,  ma complice il silenzio e i depistaggi russi, non si sa dove siano finiti i suoi resti <a href="https://www.algama.it/2016/06/05/fine-di-hitler-i-misteri-del-bunker-e-le-ceneri-nella-fogna/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">Fine di Hitler. Sono passati settant&#8217;anni,  ma complice il silenzio e i depistaggi russi, non si sa dove siano finiti i suoi resti</h2>
<div id="attachment_332" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-332" loading="lazy" class="size-medium wp-image-332" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/24b-300x202.jpg" alt="Hitler" width="300" height="202" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/24b-300x202.jpg 300w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/24b-768x518.jpg 768w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/06/24b-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-332" class="wp-caption-text">Martin Bormann (secondo da destra) ascolta rapito le parole di Hitler. Bormann riuscì a diventare tanto intimo del dittatore da esserne l&#8217;ombra.</p></div>
<p>Sono passati ben 71 anni dalla presa del Führerbunker da parte delle truppe sovietiche, ma ancora oggi non si sa che fine abbiano fatto i resti carbonizzati di Hitler ed Eva Braun. Come è noto Stalin smentì il generale Zukov, che aveva dato notizia del suicidio, affermando che Hitler era fuggito. Per evitare ogni postuma indagine da parte degli Alleati, ordinò di fare scomparire ogni traccia della presunta fine di Hitler, fece quindi minare e saltare in aria il Führerbunker. Per quanto riguarda i testimoni fatti prigionieri furono trasferiti a Mosca nelle prigioni dei servizi segreti e di loro non si seppe più nulla sino alla liberazione dei superstiti dopo la morte del dittatore.</p>
<p>Sull’intera vicenda calò una cappa di assoluta segretezza durata per sessant’anni. Durante questo lungo periodo i sovietici, pressati dalla stampa internazionale, fornirono solo qualche brandello di verità, spesso contraddicendo ciò che avevano dichiarato in precedenza. Nel 1968 affermarono di poter dimostrare che Hitler sarebbe morto nel bunker. Sostennero di avere trovato nel 1945 i corpi semi carbonizzati di Hitler e della Braun, ma si rifiutarono di spiegare che fine avevano fatto tali resti. Solo dopo qualche decennio rivelarono di averli sotterrati in un complesso militare a Mandeburgo, nella Germania orientale.</p>
<p>Poi a sorpresa, nel 1993, il governo della Federazione Russa annunciò che a Mosca erano custodite le prove della morte di Hitler. Tra i reperti conservati: un divano macchiato del sangue del dittatore, una parte della sua mascella e una parte del cranio con un foro di proiettile. Occorre tuttavia attendere lo sgretolamento dell’impero sovietico prima che qualche sopravvissuto dei Servizi si faccia avanti per svelare parte di quei segreti che aveva così gelosamente custodito per tanti anni, pena l’invio in un gulag o davanti al plotone d’esecuzione. Solo di recente un agente del KGB in pensione ha rivelato l’odissea dei presunti resti di Hitler ed Eva Braun scoperti il 2 maggio 1945 dagli agenti segreti di Stalin.</p>
<p>Il dittatore sovietico ordinò che fossero seppelliti in un luogo segreto e sicuro. Gli uomini dell’NKVD (il servizio antesignano del KGB) sistemarono i resti in una scatola di munizioni e li seppellirono nel giardino del loro comando. Quando cambiarono base, temendo che qualcuno potesse trovarli, dissotterrano la cassa e la portarono con loro. Nel corso degli anni i macabri resti furono riesumati e risepolti per ben otto volte. Nel 1970 il capo del KGB ordinò di recuperarli un’ultima volta e distruggerli definitivamente. I resti furono bruciati e le ceneri gettate nella fogna.</p>
<p>Non esistono però tuttora conferme ufficiali sugli altri misteri che circondano il Führerbunker. Primo fra tutti l’esistenza di passaggi segreti che avrebbero potuto permettere a Hitler di fuggire superando le linee di sbarramento sovietiche che circondavano l’intera area della Cancelleria. All’epoca circolavano voci che dal Führerbunker partissero tunnel sotterranei segreti tanto profondi da passare sotto la Sprea, il fiume che attraversa Berlino, per poi sbucare lontano dal centro cittadino.</p>
<p>Si mormorava anche (un cadavere ritrovato nei giardini della Cancelleria lo confermerebbe) che Hitler avesse a sua disposizione alcuni sosia, uomini senza passato e senza futuro, “costruiti” dall’SD, come automi votati solo alla causa del capo supremo e pronti a morire al suo posto. La scoperta dei condotti e dei cadaveri dei sosia (si dice che i russi ne trovarono altri) potevano avere convinto il sospettoso e diffidente dittatore sovietico che il suicidio di Hitler fosse tutta una messa in scena. I maghi dell’inganno del servizio segreto della SS potevano benissimo, nel loro maniacale perfezionismo, avere “creato” un sosia identico all’originale anche nelle otturazioni dei denti.</p>
<p>Per quanto poi riguarda Hitler, è innegabile che il personaggio era uno straordinario istrione e un commediante nato. Poteva benissimo avere recitato negli ultimi tempi la parte del dittatore vecchio, malato e votato alla morte, traendo in inganno persino la sua compagna, vera unica vittima di tutta la messa in scena. Si potrebbe obiettare che per mettere in atto un simile diabolico piano occorreva una straordinaria organizzazione ultra segreta, ma anche questo nel Terzo Reich dei misteri non era un problema.</p>
<p>Solo recentemente affiorano dagli archivi secretati delle potenze vincitrici documenti che comprovano come potenti gerarchi del Partito quali il Reichsleiter Martin Bormann e l’Obergruppenführer Ernst Kaltenbrunner &#8211; il cinico e pragmatico segretario del Partito e il massimo responsabile dell’insieme delle polizie naziste raggruppate sotto lo RSHA -, avessero attentamente pianificato la fuga loro e dei propri accoliti verso lidi sicuri, gettando le base per la tuttora misteriosa organizzazione O.D.E.S.S.A (Organisation der Ehemaligen SS Angehörigen, ovvero Organizzazione degli ex membri delle SS) che avrebbe consentito nel dopoguerra a tanti criminali nazisti di espatriare negli ospitali Paesi del Sud-America. L&#8217;Odessa avrebbe potuto benissimo occuparsi e pianificare la fuga del capo supremo, prima di fare altrettanto con i suoi gregari.</p>
<p><a href="http://www.algama.it/2016/04/14/lultimo-segreto-dei-nazisti-in-un-thriller-formidabile/" target="_blank">Leggi il romanzo di Enzo Caniatti “Il Signor Wolf” un thriller formidabile sulla misteriosa fine dell’uomo più odiato della storia </a></p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/06/05/fine-di-hitler-i-misteri-del-bunker-e-le-ceneri-nella-fogna/">Fine di Hitler: i misteri del Bunker e le ceneri nella fogna</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Hitler suicidio o fuga? L&#8217;enigma russo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Caniatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2016 14:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler suicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hitler suicidio o fuga? A distanza di 60 anni non è ancora possibile stabilire con assoluta certezza se Hitler si sia suicidato o <a href="https://www.algama.it/2016/05/25/hitler-suicidio-o-fuga-lenigma-russo/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">Hitler suicidio o fuga? A distanza di 60 anni non è ancora possibile stabilire con assoluta certezza se Hitler si sia suicidato o sia riuscito a fuggire. Nelle ancora segrete stanze del KGB c&#8217;è probabilmente la risposta</h2>
<div id="attachment_319" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-319" loading="lazy" class="wp-image-319 size-medium" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/Hitler-2-300x187.jpg" alt="Adolf Hitler ultimi giorni" width="300" height="187" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/Hitler-2-300x187.jpg 300w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/Hitler-2.jpg 675w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-319" class="wp-caption-text">Hitler circondato dai sui fedeli durante le ultime fasi del conflitto.</p></div>
<p>Col passare degli anni l’interesse sulla scomparsa di Hitler scemò. Negli anni Cinquanta i sovietici<br />
cominciarono a rilasciare i prigionieri di guerra e tra questi anche i sopravvissuti del bunker tenuti segregati nelle prigioni del KGB. Alcuni, una volta liberi e tornati in Germania, accettarono di rilasciare interviste. Il più loquace apparve subito Rochus Misch (guardia del corpo del Führer che descrisse in dettaglio cosa accadde quella notte dopo che Hitler e la moglie si erano ritirati nei loro appartamenti:</p>
<p>“<em>Mi trovavo accanto al centralino. Era qualche minuto dopo l’ora del cambio di turno. Qualcuno gridò che l’aveva fatto! Improvvisamente calò un silenzio assoluto. Sapevamo che dovevamo aspettare più di dieci minuti prima di aprire la porta. Non ricordo se fu Heinz Linge (cameriere personale di Hitler n.d.r.) o Otto Günsche (aiutante di campo del Führer n.d.r.) ad aprire la porta dell’anticamera di Hitler. Mi affacciai nel corridoio e diedi un’occhiata. Anche la seconda porta fu aperta. Linge e Günsche avanzavano fianco a fianco. In fondo, in quella stanzetta che chiamavamo il “salone”, vidi il corpo inerte di Hitler. Non entrai. Ero a sei metri di distanza, forse otto. Hitler era seduto sul piccolo canapè, ripiegato su se stesso, vicino al tavolo. Eva era vicino a lui, raggomitolata, il petto quasi le toccava le ginocchia Indossava un abito blu scuro, con delle decorazioni bianche a forma di piccoli fiori</em>”.</p>
<p>Altri testimoni, ora deceduti, descrissero come il corpo di Hitler, avvolto in una coperta, e quello di Eva Braun fossero trasportati fuori nel giardino sopra il bunker. Approfittando di una breve pausa nei combattimenti li cosparsero di benzina e gli diedero fuoco. Prima però che i cadaveri fossero<br />
interamente bruciati la battaglia riprese con rinnovata violenza e gli uomini furono costretti a rifugiarsi precipitosamente nel bunker. Parecchie ore dopo, cessata momentaneamente la pioggia di granate, risalirono in superficie. Il rogo si era spento lasciando sul terreno qualche resto semi carbonizzato. Non c’era più benzina per portare a termine l’incenerimento e poi, dopo la morte del loro capo supremo, ognuno pensava a salvarsi la pelle. Così ciò che restava di Hitler ed Eva fu messo in una cassa e seppellito in tutta fretta nella buca scavata da una granata.</p>
<p>Cosa sapevano i russi sulla fine di Hitler e perché Stalin si ostinò a sostenere la tesi che era fuggito? é un enigma che appassiona tuttora gli storici e ha dato adito a ogni genere di speculazione.<br />
Dalle più fantasiose: Hitler fu catturato dai russi, rinchiuso in una segreta fortezza del KGB e mantenuto in vita, tra efferati tormenti, dal vendicativo dittatore sovietico, alle più plausibili: Stalin temeva che Zukov dimostrando al mondo non solo di avere distrutto l’invincibile macchina di morte nazista e avere conquistato Berlino, ma anche di avere trovato i resti di Hitler, potesse fargli ombra e mettere in discussione la sua immagine di leader comunista planetario.</p>
<p>È possibile anche che i russi abbiano scoperto qualche cosa che non poteva dare la certezza assoluta che Hitler non fosse riuscito a fuggire, neppure dopo il ritrovamento dei resti. Occorre dire che Stalin, sin dalla caduta di Berlino, non credette alla morte di Hitler. Si suppone che Zukov informò immediatamente Stalin di quanto gli aveva riferito il generale Krebs in quella drammatica notte del 1945. Il dittatore però, invece di lasciare al suo migliore generale il compito di indagare, inviò a Berlino una squadra speciale della sua polizia segreta, dotata di pieni poteri, per mettere sotto stretto controllo l’intera area della Cancelleria. Furono questi uomini che il 2 maggio, rovistando tra i cadaveri che ingombravano il giardino, scoprirono nelle vicinanze dell’ingresso del bunker una buca ricoperta di fresco. Scavarono e dopo poche palate venne alla luce una cassa contenente resti umani semi carbonizzati. Tutti i sopravvissuti catturati del bunker furono consegnati alla squadra della polizia segreta che li sottopose a pressanti interrogatori scoprendo quanto il resto del mondo apprese solo negli anni Cinquanta. Tuttavia Stalin non si accontentò delle testimonianze, voleva prove certe della morte del suo peggior nemico.</p>
<p>Tra i resti gli agenti sovietici trovarono parte di una mandibola umana con ancora i denti che presentavano ponti e vistose otturazioni. I medici stabilirono che era di un uomo non più giovane. Quella poteva essere la prova che andavano cercando, ma per essere certi che i denti fossero di Hitler occorreva quantomeno confrontarli con la cartella clinica del dentista che aveva fatto l’intervento. I russi non avevano però la minima idea di chi fosse il dentista di Hitler. Il personale più vicino al Führer non lo sapeva o non lo voleva dire. Iniziò così una febbrile ricerca in tutti gli studi dentistici berlinesi. Per puro caso gli agenti sovietici interrogarono una giovane assistente che, intimorita, dichiarò di avere prestato la sua opera presso il dentista, scomparso, che aveva curato Hitler. La ragazza, per dimostrare la sua buona volontà, disegnò a memoria lo schema della dentatura. Combaciava, a quanto pare i resti semi carbonizzati appartenevano ad Adolf Hitler.</p>
<p>Tutto questo i russi lo rivelarono soltanto alla fine degli anni Sessanta quando la pesante Cortina di Ferro che avvolgeva il mondo comunista cominciò a dischiudersi. Non fornirono tuttavia alcuna indicazione su che fine avessero fatto i resti, limitandosi ad affermare che erano stati distrutti. Tanto bastò perché il suicidio di Hitler fosse avvalorato dalla storiografia ufficiale.</p>
<p><a href="http://www.algama.it/2016/04/14/lultimo-segreto-dei-nazisti-in-un-thriller-formidabile/" target="_blank">Leggi il romanzo di Enzo Caniatti “Il Signor Wolf” un thriller formidabile sulla misteriosa fine dell’uomo più odiato della storia </a></p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/05/25/hitler-suicidio-o-fuga-lenigma-russo/">Hitler suicidio o fuga? L’enigma russo</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>I bordelli di &#8220;Madame Gestapo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Caniatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2016 17:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[madame gestapo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante gli anni del terrore nazista, Heydrich, capo del Servizio di Sicurezza e Informazione delle SS, ideò una diabolica rete di ascolto imbottendo <a href="https://www.algama.it/2016/05/09/i-bordelli-di-madame-gestapo/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Durante gli anni del terrore nazista, Heydrich, capo del Servizio di Sicurezza e Informazione delle SS, ideò una diabolica rete di ascolto imbottendo di microfoni le case di piacere. Ecco come nasce il primo &#8220;serial&#8221; di Algama: un thriller in cinque, imperdibili, puntate!</h2>
<p><img loading="lazy" class="wp-image-221 size-full aligncenter" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/int.jpg" alt="Madame Gestapo" width="402" height="500" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/int.jpg 402w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/05/int-241x300.jpg 241w" sizes="(max-width: 402px) 100vw, 402px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">(NELLA FOTO SOPRA: Il dipinto olio su tela di Jolanda Croesi ispirato al romanzo e intitolato &#8220;Madame Gestapo&#8221;).</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A Reinhard Heydrich, ideatore e capo del temibile Servizio di Sicurezza e Informazione delle SS, ovvero il Sicherheitsdienst, abbreviato SD, interessava una cosa sola il potere. Considerava delle idiozie le fantasticherie di Heinrich Himmler sugli antichi germanici e la nuova età dell’oro della razza eletta; non lo entusiasmava neppure la lettura del Mein Kampf in cui non vedeva che un affastellarsi di idee se non false, quanto meno discutibili. Tuttavia fin dal 1931 era convinto che, prima o poi, Hitler avrebbe assunto il potere. Le SS non solo dovevano essere pronte ad aiutarlo, ma in grado, se necessario, a rimpiazzare tutto l’apparato del nuovo governo.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima mossa fu di formare i quadri del SD con giovani intellettualmente dotati, ben piazzati socialmente e capaci di eseguire i suoi ordini con energia, audacia ed efficacia. E così che nelle fila del nuovo servizio entreranno giovani giuristi e filosofi come Walter Schellenberg, Herman Behrends, il dottor Franz Six e il dottor Helmut Knochen, brillanti economisti come Otto Ohledorf e Herbert Melhor, ingegneri di valore come Wihelm Albert e giornalisti di talento quali Gunther d’Alquen. In tal modo l’SD divenne il crogiolo della giovane élite nazionalsocialista. Questi intellettuali contribuiranno a trasformare l’SD in una “polizia dello spirito” o meglio in un mostruoso strumento di controllo del pensiero. Heydrich e i suoi fedelissimi riuscirono con indubbia genialità, non priva di una cinica spregiudicatezza, a liberarsi di quanti si frapponevano tra loro e il potere, per poi creare una spaventosa e diabolica rete di controllo prima sulla Germania e poi sui territori acquisiti o occupati.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte operazioni del SD sono note ed entrate nei libri di storia, altre sono invece rimaste avvolte nel mistero. Tra queste quella ideata nel 1939 dallo stesso Heydrich all&#8217;insaputa di Hitler e Himmler: i bordelli di Madame Gestapo. Un&#8217;idea semplice e sconvolgente al tempo stesso. utilizzare le case compiacenti come antenne del mostruoso apparato poliziesco SS che aveva creato per mantenere sotto costante controllo la popolazione del Reich e scoprire eventuali dissidenti al credo nazista. A Heydrich interessava soprattutto spiare alti ufficiali, industriali, gerarchi e perché no i diplomatici “amici” venuti in visita in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo bordello con “signorine” agenti della Gestapo e centro di ascolto con microfoni in ogni camera fu il più famoso bordello di Berlino il “Salon Kitty” che ispirò l’omonimo romanzo-inchiesta di Peter Norden e nei primi anni 70 il film, in chiave erotica, di Tinto Brass. Le eccellenti informazioni carpite nell’alcova, spinsero a esportare il modello Salon Kitty nel resto della Germania e dopo lo scoppio della guerra anche nei Paesi occupati dalle armate del Terzo Reich.</p>
<p style="text-align: justify;">Del Salon Kitty si sa molto grazie alle accurate ricerche di Peter Norden, mentre delle altre alcove della Gestapo si sono perse le tracce. Da alcuni documenti risulta che una “casa” fu aperta a Vienna e un’altra probabilmente a Parigi, nota, ben prima dell’occupazione tedesca, per essere la “capitale” dei bordelli più lussuosi ed esclusi, veri templi dell’erotismo più ricercato e sfrenato, che non avevano eguali negli altri paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più famoso era il One Two Two, aperto nel 1934 da Marcel Jamet. Con le sue stanze con fondali e coreografie cinematografiche, i suoi bar e ristoranti, il One Two Two era un vero palazzo dei piaceri, da quelli sessuali a quelli gastronomici, capace di eccitare i sensi di una clientela ricca e cosmopolita. Il suo diretto antagonista era lo Sphinx (la Sfinge) il cui arredo richiamava il tempo esotico e misterioso dell’antico Egitto dei Faraoni. Proprio lo Sphinx potrebbe essere stato il bordello scelto da Heydrich per esportare a Parigi la formula Salon Kitty. Durante l’occupazione lo Sphinx era frequentato oltre che dagli ufficiali tedeschi anche dai gestapisti francesi come Lafont e la sua banda, dai trafficanti dei bureau acquisti, dai diplomatici delle nazioni amiche della Germania e dai capi delle varie organizzazioni paramilitari francesi. La resistenza lo considerava un velenoso e pericoloso covo di collaborazionisti. Nei giorni che seguirono la liberazione della capitale, gli insorti trascinarono fuori le “signorine” che non erano riuscite a fuggire, le raparono a zero, gli dipinsero con la pece sul cranio una svastica e le esposero semi nude al ludibrio della folla.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche altri bordelli avrebbero potuto fare al caso della Gestapo, per esempio l’Etoile de Kléber, la cui tenutaria, Madame Billy, amata e idolatrata dal Tout-Paris, condusse un pericoloso doppio gioco: serviva la stessa “clientela” del One Two Two e dello Sphinx e nel contempo nascondeva i piloti alleati caduti in Francia e passava importanti informazioni alla resistenza. Questo le evitò di finire sulla lista nera degli “epuratori”, ma non impedì che la sua casa venisse chiusa come le altre dopo che il governo francese approvò nel 1946 la legge proposta da Marthe Richard che dichiarava illegali le case di tolleranza.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.algama.it/madame-gestapo-il-serial-da-una-storia-vera/" target="_blank">Vai alla pagina di Madame Gestapo &#8211; LEGGI</a></span></h2>The post <a href="https://www.algama.it/2016/05/09/i-bordelli-di-madame-gestapo/">I bordelli di “Madame Gestapo”</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il compleanno di 007</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Carlo Cappi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 18:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[007]]></category>
		<category><![CDATA[james bond]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2014 Ego Edizioni festeggiava un particolare anniversario per l&#8217;agente 007 pubblicando un&#8217;antologia a cura di Andrea Carlo Cappi. Eccone una spettacolare videorecensione <a href="https://www.algama.it/2016/04/29/il-compleanno-di-007/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-174 aligncenter" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/agente-sua-maesta150px.jpg" alt="agente-sua-maesta150px" width="150" height="217" /></p>
<h2 style="text-align: left;">Nel 2014 Ego Edizioni festeggiava un particolare anniversario per l&#8217;agente 007 pubblicando un&#8217;antologia a cura di Andrea Carlo Cappi. Eccone una spettacolare videorecensione di Luigi Mascheroni.</h2>
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		<title>Spagna: verso una nuova campagna elettorale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Carlo Cappi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 15:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache di Algama]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A ottant&#8217;anni dallo scoppio della Guerra Civile e a quaranta dalla Transizione verso la democrazia, la Spagna vive un&#8217;espreienza senza precedenti. Sono passati <a href="https://www.algama.it/2016/04/28/spagna-verso-una-nuova-campagna-elettorale/" class="read_more">Leggi di più</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-165 size-medium" src="http://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/cover-malagueña-188x300.jpg" alt="cover malagueña" width="188" height="300" srcset="https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/cover-malagueña-188x300.jpg 188w, https://www.algama.it/wp-content/uploads/2016/04/cover-malagueña.jpg 247w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" /></p>
<p align="JUSTIFY">A ottant&#8217;anni dallo scoppio della Guerra Civile e a quaranta dalla Transizione verso la democrazia, la Spagna vive un&#8217;espreienza senza precedenti. Sono passati quattro mesi dalle elezioni, non è stata trovata nessuna effettiva soluzione di governo e il 26 aprile 2016 il capo di Stato, re Felipe VI, ha ufficializzato ciò che quasi tutti ormai si aspettavano: il 2 maggio saranno sciolte le camere e il 26 giugno si terranno nuove elezioni. La campagna elettorale è ripartita, anzi, si può dire che stesse già cominciando prima ancora dell&#8217;annuncio di Sua Maestà.</p>
<p align="JUSTIFY">Ho già parlato dei retroscena storici <a href="http://www.frontedelblog.it/2016/02/04/spagna-2016-labirinto-iberico/" target="_blank">in un articolo precedente</a>, qui mi limito a riassumere la situazione all&#8217;indomani del voto del 20 dicembre 2015. Gli elettori spagnoli hanno concesso la maggioranza relativa al Partido Popular, la formazione di centro-destra (se per destra si intende, ovviamente, il franchismo) del presidente del Consiglio uscente Mariano Rajoy, al governo dal 2012. Ma nel contempo gli spagnoli hanno espresso con ancora maggiore forza una volontà di cambiamento, dividendosi però tra una possibilità di alternanza con il Partido Socialista Obrero Español (di fatto socialdemocratico) con alla testa Pedro Sánchez; e due nuove formazioni: al terzo posto con lieve scarto rispetto al PSOE, il movimento Podemos, figlio degli <i>indignados</i>, il cui esponente più visibile è Pablo Iglesias; e Ciudadanos, orientato sul centro-destra ma alternativo al PP, con alla testa Albert Rivera.</p>
<p align="JUSTIFY">I numeri non erano favorevoli a Rajoy, che ha subito declinato l&#8217;incarico da parte del sovrano di formare il nuovo governo. Il compito è quindi passato a Sanchez del PSOE, che da febbraio a qualche giorno fa se l&#8217;è dovuta vedere con il problema che il rivale del PP ha astutamente schivato: il labirinto che si è creato dopo le elezioni.</p>
<p align="JUSTIFY">Rajoy ha assunto il ruolo di osservatore, limitandosi a proporre una Grande Coalizione con il PP che nessuna delle altre tre entità in gioco poteva accettare, dato che tutti gli altri partiti si dichiarano contrari a un nuovo governo con a capo il presidente uscente. Si <i>dichiarano</i>, perché così come gli <i>indignados</i> furono da sinistra i maggiori responsabili della caduta del socialista Zapatero e dell&#8217;ascesa al potere della destra, ora Podemos è uno dei motivi principali per cui la destra prolungherà il suo governo <i>ad interim</i> almeno fino a giugno, vale a dire altri sei mesi dopo le elezioni dello scorso dicembre.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma in realtà, probabilmente, come minimo fino ad agosto, calcolando i tempi tecnici per la formazione di un ipotetico nuovo governo. Di nuovo, questo movimento politico – che di sicuro ha sottratto milioni di voti ai socialisti – si rivela il maggior benefattore di Mariano Rajoy.</p>
<p align="JUSTIFY">Il fatto è che dopo le lezioni il PSOE non poteva raggiungere un sostegno numerico sufficiente alleandosi solo con Ciudadanos, per quanto ci abbbia provato, malgrado il diverso orientamento politico. In sostanza, nulla poteva essere raggiunto senza la partecipazione di Podemos, che invece rifiuta la presenza di Ciudadanos. Tuttavia, se tra il PSOE e Podemos ci sono moltissimi punti di vista in comune sul potenziale governo progressista auspicato da molti spagnoli, ci sono alcuni aspetti su cui il nuovo movimento non vuole discutere. Tra questi, inaccettabile dal punto di vista della Costituzione spagnola, è la questione catalana: il vero motivo per cui la Spagna non ha potuto avere un nuovo governo.</p>
<p align="JUSTIFY">Podemos ha ottenuto tanti voti il 20 dicembre non solo perché si è presentato come forza alternativa ai vecchi partiti, ma anche perché ha strizzato l&#8217;occhio ai movimenti indipendentisti di varie regioni della Spagna e, in particolare quello catalano. Il paese è infatti diviso in governi regionali dalla forte autonomia (salvo quando si tratta di incassare fondi economici dal governo centrale di Madrid&#8230; e da questo punto di vista sembra che la ricca e internazionale Catalogna sia solo al secondo posto dopo la meno opulenta e più isolata Andalusia). Al potere a Barcellona c&#8217;è un governo indipendentista eletto dai catalani alla fine del settembre 2015, che preme per un referendum che comporterebbe l&#8217;uscita della Catalogna dalla Spagna e quindi dall&#8217;Europa, dall&#8217;area Schengen e dall&#8217;euro.</p>
<p align="JUSTIFY">Visto l&#8217;entusiasmo con cui i catalani si sono tuffati elettoralmente in questa direzione, un referendum porterebbe con tutta probabilità alla vittoria del secessionismo, con un bagaglio di conseguenze di cui forse la popolazione locale non si rende ancora conto. E non si tratta solo di dover passare a un dinaro catalano (o come vorranno chiamare la loro moneta) o del fatto che il Barça non dovrebbe più confrontarsi nella Liga spagnola con il Real Madrid o l&#8217;Atletico Madrid, bensì con le squadre parrocchiali dell&#8217;Empordà in un campionato autonomo catalano già vinto in partenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Si tratterebbe anche di un inasprimento della discriminazione già in atto da anni nei confronti della popolazione di lingua spagnola (e di cultura spagnola o ispanoamericana). Vorrebbe dire anche una maggiore aggressività del catalanismo che ha già invaso le regioni limitrofe: ho sotto gli occhi l&#8217;esempio delle Isole Baleari, con la repressione di fatto delle lingue locali (di origini comuni, ma non coincidenti con il catalano) e l&#8217;imposizione in atto da decenni del catalano in funzione antispagnola, con il già dichiarato obiettivo di un <i>anschluss </i>di tutti i territori già occupati sul piano linguistico. Ricordo già trent&#8217;anni fa su un muro di Maiorca una scritta profetica che affermava <i>Abbasso la dittatura catalanista. </i>Il 23 aprile 2016, in occasione della festa di Sant Jordi, patrono di Barcellona, che coincide con la Giornata del Libro e, nella fattispecie, del quattrocentesimo anniversario della morte di Miguel Cervantes – scrittore in lingua spagnola – il <i>president</i> della Generalitat de Catalunya Carles Puigdemont ha invocato la necessità di difendere la lingue e cultura catalane dalle numerose minacce – i draghi, ha detto, usando la metafora di San Giorgio – che le perseguitano. Forse si riferiva a tutti coloro che avrebbero amato la cultura catalana, se non fosse stata loro imposta con la prepotenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Sia ben chiaro: Pablo Iglesias di Podemos ha dichiarato di non essere favorevole all&#8217;uscita della Catalogna, ma di voler difendere a tutti i costi il referendum. Ovvero: di non perdere i voti dei secessionisti, non solo catalani, che potrebbero dare origine a un effetto domino dopo un&#8217;eventuale uscita di Barcellona. In sostanza la Spagna si gioca ben di più di un problema di governo: la sua stessa esiatenza e integrità come paese europeo. Ma se dalle urne del 26 giugno uscirà, come possibile, una replica del 20 dicembre, l&#8217;instabilità è destinata a continuare.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Leggi i racconti spagnoli di Andrea Carlo Cappi nell&#8217;ebook <a href="http://www.frontedelblog.it/2016/04/15/malaguena-la-spagna-le-storie-la-storia/" target="_blank"><em>Malagueña</em></a>, <a href="https://www.bookrepublic.it/book/9788899801038-malaguena/" target="_blank">in epub</a> e in versione <a href="http://www.amazon.it/Malaguena-Andrea-Carlo-Cappi-ebook/dp/B01E61CCJK/" target="_blank">kindle</a>.</strong></p>The post <a href="https://www.algama.it/2016/04/28/spagna-verso-una-nuova-campagna-elettorale/">Spagna: verso una nuova campagna elettorale</a> first appeared on <a href="https://www.algama.it">Algama Editore</a>.]]></content:encoded>
					
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